Abbandonati o fuggiti; feriti o semplicemente smarriti, le guerre che proliferano da oltre quattro anni contano un interminabile elenco di vittime invisibili, che non compaiono nei bilanci ufficiali. Sono gli animali domestici lasciati indietro da famiglie in fuga, dispersi sotto i bombardamenti o abbandonati nell’esodo. Come riporta Agi avviene dalle strade bombardate della periferia sud di Beirut ai rifugi saturi di Dubai, fino alle città ucraine devastate dai raid russi: scenari diversi ma accomunati dall’emergenza in cui volontari e associazioni portano avanti un lavoro rischioso e spesso poco raccontato per salvare cani e gatti rimasti intrappolati tra macerie e le crisi umanitarie. Nel Golfo, le organizzazioni animaliste denunciano che migliaia di animali domestici vengono lasciati indietro mentre i proprietari lasciano in fretta il Medio Oriente a causa della guerra con l’Iran. La Rspca, un ente di beneficenza inglese che promuove il benessere degli animali, ha parlato di “vittime nascoste” del conflitto. Dall’1 marzo, circa 45 mila cittadini britannici hanno lasciato la regione e, secondo le associazioni, l’accelerazione delle partenze si sta riflettendo direttamente sui rifugi degli Emirati Arabi Uniti. Hannah Mainds, responsabile della sezione Rspca di Blackpool e North Lancashire, che in passato ha vissuto a Dubai, ha ricordato di avere visto animali con microchip, chiaramente amati e accuditi, ritrovarsi all’improvviso senza famiglia. I rifugi locali parlano di una pressione crescente. K9 Friends, una delle principali organizzazioni impegnate nel soccorso dei cani abbandonati, riferisce che molte persone sono state costrette a partire all’improvviso, lasciando dietro di se’ gli animali. Dubai Street Kitties denuncia di essere arrivata al limite, con ogni stanza piena e richieste incessanti per gatti feriti, abbandonati o cuccioli lasciati soli. Six Hounds parla di una situazione quotidiana di sovraccarico, tra scarsità di fondi e personale insufficiente. Le associazioni provano almeno a evitare l’abbandono fornendo contatti e informazioni pratiche a chi vuole partire con il proprio animale. La Rspca ricorda inoltre che tra Regno Unito ed Emirati esiste un accordo che consente il rientro degli animali senza quarantena. Le autorità di Dubai, intanto, hanno reagito all’aumento di cani e gatti randagi installando 12 stazioni di alimentazione gestite da sistemi di intelligenza artificiale. Negli Emirati abbandonare un animale è illegale e può comportare sanzioni molto pesanti.
(Frame dalla pagina Facebook di K9 Dubai)



