LUPI EUROPEI: CRESCONO DI NUMERO, MA SONO SEMPRE A RISCHIO NEL LUNGO PERIODO

I lupi europei sono tornati a crescere dopo decenni di declino, ma restano geneticamente fragili e a rischio nel lungo periodo. E’ quanto emerge da due studi indipendenti pubblicati su Biorxiv basati su analisi genomiche su larga scala, che mettono in discussione l’idea di una piena ‘ripresa’ della specie in Europa. Il primo studio, coordinato da Evelyn T. Todd, ha analizzato oltre mille genomi di lupi europei evidenziando una struttura complessa fatta di molteplici linee evolutive distinte, e non di una singola popolazione in recupero. Le popolazioni del nord mostrano contributi genetici asiatici, mentre quelle meridionali conservano lignaggi antichi risalenti all’Olocene. Tuttavia, molte di queste popolazioni – in particolare quelle di Italia, Iberia e Scandinavia – presentano elevati livelli di consanguineita’ e mutazioni deleterie fissate. Segnali diffusi di ‘erosione genomica’ sono stati rilevati in tutta Europa: la perdita di diversita’ genetica e la ridotta connettivita’ tra popolazioni compromettono la capacita’ adattativa della specie. Secondo gli autori, molte popolazioni non raggiungono la dimensione minima necessaria per la sopravvivenza a lungo termine. Risultati convergenti emergono dal secondo studio, guidato da Sara Ravagni e Cristiano Vernesi, che ha analizzato oltre 200 genomi provenienti da cinque principali popolazioni europee. Anche in questo caso, i ricercatori evidenziano che i lupi europei costituiscono un mosaico di linee evolutive isolate, con divergenze risalenti al tardo Pleistocene.

Tag: lupi
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Editoriale

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