LUPO, IBRIDAZIONE COL CANE PRINCIPALE MINACCIA ALL’IDENTITA’ DELLA SPECIE

Circa un lupo su quattro in Italia mostra tracce genetiche di incrocio con il cane domestico. Lo rivelano le analisi genomiche condotte da Ispra e dalle Universita’ di Bologna e Sassari nell’ambito di vari studi, tra cui il progetto europeo Wolfness. L’ibridazione, spiegano i ricercatori, e’ una delle minacce piu’ gravi per la conservazione del Canis lupus italicus, la sottospecie endemica che ha riconquistato la penisola dopo essere stata prossima all’estinzione negli anni Settanta. Le analisi indicano che il 12 per cento dei campioni presenta segni di incroci recenti e il 15 per cento tracce piu’ antiche. Il picco si e’ verificato nei primi anni Duemila, durante la fase di espansione della popolazione lungo l’Appennino.
L’ibridazione e’ direzionale: avviene soprattutto tra femmine di lupo e maschi di cane, spesso randagi o da pastore. Tra le razze piu’ coinvolte figura il pastore tedesco, la piu’ diffusa in Italia negli anni in cui si e’ concentrato il fenomeno. A differenza del flusso genico naturale tra popolazioni selvatiche, quello antropogenico puo’ introdurre varianti domestiche incompatibili con la vita selvatica. Queste mutazioni possono alterare comportamenti, cicli riproduttivi e tratti vitali della specie. Le analisi genomiche condotte da Ispra hanno tracciato l’ibridazione fino a venti generazioni indietro, aprendo la strada a una gestione genetica mirata per preservare la purezza della popolazione italiana. La sfida ora e’ ridurre l’incontro tra cani vaganti e lupi, e tutelare un equilibrio evolutivo che rischia di essere compromesso proprio dalla lunga convivenza dell’uomo con il suo primo compagno di viaggio.(

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