Nuovo attacco al lupo, questa volta dal Parlamento italiano. Il Senato ha approvato ieri un emendamento, a prima firma Durnwalder (Autonomie), al ddl per il riconoscimento e la valorizzazione delle zone montane che introduce per la prima volta nella legislazione italiana la possibilità di fissare “un tasso massimo di prelievi” allo scopo di gestire una presenza considerata dalle popolazioni locali sempre più invasiva. «All’interno di un quadro di conservazione nazionale ai sensi della Direttiva 92/43/CEE – dice il testo – con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, d’intesa con il Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, sentita la Conferenza Stato-Regioni, è definito annualmente, su base regionale o delle province autonome, il tasso massimo di prelievi tale da non pregiudicare il mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente della specie Canis lupus cui fare riferimento ai fini delle autorizzazioni di cui all’articolo 16 della Direttiva 92/43/CEE. Il decreto di cui al periodo precedente è emanato entro il termine di sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge e, successivamente, entro il 31 marzo di ciascun anno».
L’emendamento è modellato sulle norme francesi, che hanno consentito, negli anni scorsi, centinaia di abbattimenti.
Editoriale
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