ORSA AMARENA: ASSOCIAZIONE ECOSISTEMA APPENNINO CHIEDE CONDANNA ESEMPLARE

“L’uccisione di una femmina di orso bruno marsicano costituisce un gravissimo danno alla sopravvivenza della specie e all’intero ecosistema appenninico. Chiediamo una condanna esemplare per l’uccisione dell’orsa Amarena e per tutti i casi di abbattimento di fauna protetta”. Lo ha dichiarato Bruno Petriccione, coordinatore dell’associazione Appennino ecosistema, costituita parte civile nel procedimento penale contro Andrea Leombruni, imputato per l’uccisione dell’orsa marsicana, avvenuta il 1° settembre 2023 a San Benedetto dei Marsi, nell’aquilano. Dimani al Tribunale di Avezzano (L’Aquila) si tratterà della settima udienza predibattimentale, fissata il 20 maggio alle 10 davanti alla giudice Anna Cuomo, dopo diversi i rinvii per motivi formali. L’associazione sarà rappresentata dall’avvocata Chiara Tozzoli. Appennino ecosistema chiederà alla Procura di Avezzano (L’Aquila) di contestare All’univo imputato per la morte dell’orso, non solo il reato di uccisione di animali, ma anche i più gravi delitti contro l’ambiente introdotti nel 2015 in attuazione della direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente: inquinamento ambientale e delitti colposi contro l’ambiente. Secondo l’associazione, l’uccisione di un esemplare di orso bruno marsicano, specie a rischio critico di estinzione , avrebbe prodotto “un deterioramento significativo e misurabile dell’ecosistema e della biodiversità”, con una riduzione stimata del 5 per cento della popolazione complessiva della specie. La richiesta arriva anche dopo la recente uccisione di diversi lupi appenninici nell’area del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Appennino ecosistema chiede che anche in quei casi vengano contestati i reati ambientali più gravi, sostenendo che “non si possa equiparare l’uccisione di specie protette come l’orso marsicano o il lupo a quella di animali domestici”. Il procedimento per la morte del plantigrado ha subito diversi rallentamenti: dopo le udienze svolte tra il 2024 e il 2025, il processo era stato azzerato lo scorso gennaio per nullità degli atti. Secondo l’associazione, il rischio prescrizione entro 3 anni, rende urgente una diversa qualificazione giuridica dei fatti, che consentirebbe pene più elevate e tempi di prescrizione più lunghi. Per i delitti ambientali contestati, la legge prevede pene fino a 9 anni di reclusione e multe fino a 150mila euro nei casi che riguardano specie animali protette.

Tag: Amarena
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