RAPPORTO VENETO-ISS, DIMINUITI I VALORI PFAS NEI PRODOTTI ANIMALI

In Veneto emerge una generale diminuzione del livello di Pfas negli alimenti di origine animale, con una riduzione del numero di aziende che presentano criticità e una diminuzione complessiva dei livelli di contaminazione riscontrati nei prodotti di origine animale. Il dato emerge dal nuovo rapporto sulla presenza di Pfas nei prodotti di origine animale promosso dalla Regione Veneto e l’Istituto Superiore di Sanità, con la collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, di Arpa Veneto e delle Aziende Ulss. Il Piano è stato avviato dalla Regione sulla base delle risultanze emerse dal precedente, condotto nel 2016-2017, al fine di monitorare l’andamento dei livelli di contaminazione dei Pfas negli alimenti a distanza di quasi dieci anni. Nell’ambito del nuovo esame sono stati sviluppati e applicati metodi analitici da due a 10 volte più sensibili rispetto a quelli precedenti. Ciò ha consentito di ottenere risultati più accurati e di ricavare, pertanto, un quadro molto più nitido e affidabile dell’effettivo grado di contaminazione delle matrici alimentari studiate. Lo studio ha fornito dati sui livelli di presenza di 14 Pfas, ovvero dodici molecole (Pfoa, Pfos e altri dieci Pfas) già oggetto del precedente monitoraggio sugli alimenti, integrate da altre due molecole di interesse, GenX e cC6O4, in otto matrici (muscolo e fegato di bovini, suini, pollame, uova, latte vaccino) e nell’acqua di abbeveraggio di ciascuna azienda studiata. Sul totale di 156 aziende analizzate, 148 (pari al 93%) presentano valori al di sotto dei limiti di legge, mentre 8 (5%) superano tali limiti per Pfoa o Pfos in muscolo bovino, fegato bovino o fegato suino.

Tag: Pfas
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