SCIOPERO CLIMATICO, CORTEO A ROMA PER UN FUTURO VERDE

“Siamo in emergenza climatica e siamo arrabbiati e preoccupati per le persone intorno a noi. Vogliamo città che tornino ad essere spazio pubblico, non di speculazione”. Fridays for Future torna in piazza con uno sciopero per il CLIMA che domani in Italia, da nord a sud, coinvolge circa venti centri. A Roma il corteo partirà alle 17 da Piramide per arrivare davanti al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. “Quest’estate in Europa abbiamo visto 35.000 morti in eccesso per le ondate di calore e solo nei prossimi mesi si stimano circa 450mila morti per il Super El Niño: siamo in emergenza climatica. I governi in tutto il mondo, dopo anni di campagne contro attivisti e a favore di chi causa la crisi climatica, ora non hanno parole per giustificarsi di fronte agli eventi meteorologici estremi che devastano i nostri territori”, sottolinea il movimento di protesta per la Giustizia climatica. “Prima non c’è acqua e si muore di caldo, poi ce n’è troppa e si muore travolti dalle alluvioni. Siamo arrabbiati e preoccupati per le persone intorno a noi, quelle a cui vogliamo bene, le più fragili. Le nostre città – evidenzia il movimento – sono diventate invivibili per tre mesi all’anno e, nonostante il solito negazionismo antiscientifico e deresponsabilizzante, tutti abbiamo chiaro che non possiamo stare a guardare mentre continuano le colate di cemento. Vogliamo città che tornino ad essere spazio pubblico, non di speculazione, e luoghi di giustizia sociale e climatica, pianificate con e per chi le abita”. “La presenza capillare di spazi verdi e spazi naturali urbani è probabilmente una delle differenze più rilevanti fra la città presente e la città futura. Ridare spazio al suolo naturale, alla creazione di corridoi ecologici e alle aree umide significa offrire alla collettività benessere e servizi dal valore ecologico ed economico enormemente superiore a quelli provocati dal suolo sigillato. Eppure – continuano i Fridays for Future – il governo ha affossato il Piano di Ripristino della Natura. Nessun paese occidentale è preparato ad affrontare le conseguenze della catastrofe che sta avanzando, e mentre l’Europa brucia e i paesi del Sud Globale vengono sommersi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato un decreto per velocizzare l’estrazione di nuovo gas e petrolio sul territorio italiano, mentre frena lo sviluppo delle alternative democratiche come le Cers. Ci sono delle gravissime responsabilità, chi sta distruggendo il nostro pianeta deve pagare. Chi sta continuando a bruciare il futuro di tutti e tutte deve essere fermato. Non chiederemo il permesso, ma continueremo ad organizzarci costruendo e realizzando manifestazioni e pratiche alternative, giorno dopo giorno. Il 16 ottobre ci mobiliteremo per manifestare in tutta Italia. Questo CLIMA non è vita” (

Tag: clima
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