Il percorso parlamentare del disegno di legge sulla caccia giunge ad una fase decisiva, col voto dell’Aula del Senato atteso tra stasera e domani. Un iter complesso, avviato formalmente il 3 luglio 2025 nelle commissioni Ambiente e Industria, che affonda le proprie radici nelle proposte depositate da Lega e Fratelli d’Italia sin dall’inizio della legislatura. Il testo – riporta Gea – mira a una profonda revisione della legge 157 del 1992, scatenando fin da subito la ferma opposizione delle minoranze, che hanno presentato oltre 900 emendamenti, e il netto dissenso delle associazioni ambientaliste. Il cuore del dibattito contrappone la necessità, rivendicata dal centrodestra, di gestire il proliferare della fauna selvatica alla difesa della biodiversità e del diritto europeo invocata dalle opposizioni. Il Ddl conta 20 articoli. Fra le novità, cambia il ruolo dei cacciatori, intesi come “bioregolatori”, e la caccia diventa formalmente “attività utile alla conservazione e alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi”. Di conseguenza aumenta il numero di animali cacciabili e le aree consentite, come spiagge e riserve protette. Il provvedimento incide pure sui calendari venatori, aprendo alla possibilità di cacciare durante le migrazioni, le nidificazioni o col buio, grazie all’uso di visori notturni e silenziatori. Previsti, infine, limiti meno rigidi sui richiami vivi. Le opposizioni insorgono.
Editoriale
LA “LAUDATE DEUM” E I PASSERI DELL’EVANGELISTA
5 Ottobre 2023
di Danilo Selvaggi* “Laudate Deum”, la nuova Esortazione apostolica di Papa Francesco, rappresenta un aggiornamento dell’enciclica “Laudato si”, di cui ...
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