Dalle placche sulle lapidi che, con un qr code, diventano diari interattivi post mortem, alla notifica automatica del decesso. Passando per i cofani sostenibili, fino alle collane che custodiscono le ceneri degli animali domestici. Sono queste le novità dell’edizione 2026 di Tanexpo, il salone internazionale del funerario e del cimiteriale, inaugurato nel quartiere fieristico di Bologna e in programma fino al 9 maggio. A suscitare interesse nel settore del digitale, la startup Memorium lancia una placca in alluminio da applicare alle lapidi: con una scansione si accede a un “diario della memoria” digitale. Al costo di circa 100 euro, parenti e amici caricano foto, video e pensieri, trasformando il ricordo in una narrazione condivisa che, promette l’azienda, “durerà per sempre. In soli sei mesi – fa sapere- il prodotto ha già registrato numerosissime di richieste”. In primo piano, poi, c’è la piattaforma Funerals, che punta, attraverso la tecnologia, a “semplificare” un momento molto complesso, proponendo una specie di “notifica del lutto”: con un’app, nel momento del decesso, viene inviata automaticamente a tutti i contatti in rubrica che conoscono il defunto, per sollevare gli eredi dall’onere emotivo di telefonate ripetitive. Il prossimo passo, dice la piattaforma, è pensare a come introdurre “servizi di funerali in streaming”. Ciondoli e collane personalizzabili sono al centro della produzione dell’austriaca Liv.s Memories: la novità è che si tratta di minuscole urne in argento, capaci di contenere una piccola parte delle ceneri del proprio animale domestico, del caro defunto, o la sua impronta digitale. Sotto i riflettori, infine, anche il tema sostenibilità: ogni cofano funebre venduto dall’azienda Urciuoli Global “si trasforma” in un albero piantato in Costa d’Avorio, con il progetto “Le radici del futuro”.
Editoriale
LA “LAUDATE DEUM” E I PASSERI DELL’EVANGELISTA
5 Ottobre 2023
di Danilo Selvaggi* “Laudate Deum”, la nuova Esortazione apostolica di Papa Francesco, rappresenta un aggiornamento dell’enciclica “Laudato si”, di cui ...



