La tigre non può ancora dirsi salva. Come emerge dal Living Planet Report 2026, recentemente pubblicato dal Wwf, la specie è un simbolo di speranza, grazie agli interventi di conservazione che hanno decisamente migliorato le sue condizioni ma servono ancora ulteriori sforzi, altrimenti i risultati ottenuti rischiano di essere vani. La popolazione globale, ridotta al minimo storico di 3.200 individui nel 2010, decimata da bracconaggio, perdita di habitat e dal traffico illecito, è risalita a circa 5.711 individui (stima del Global Tiger Forum del luglio 2025) grazie agli sforzi congiunti di Governi, comunità locali, ranger e organizzazioni di conservazione. Tuttavia, la specie rimane a rischio estinzione, è inclusa nell’elenco delle specie minacciate nella Lista Rossa Iucn. Questa situazione è la conseguenza del continuo aumento di strutture destinate al commercio di tigri. In occasione dell’apertura dell’81ª riunione del Comitato Permanente della Cites (SC81), in corso da oggi a Ginevra fino al 6 novembre, l’allarme globale è stato lanciato dal Wwf insieme a una coalizione di organizzazioni internazionali per la conservazione e la tutela della fauna selvatica: “Il commercio e la riproduzione di tigri in cattività stanno compromettendo i risultati ottenuti per la salvaguardia della specie allo stato selvatico”. La tigre è solo una delle specie simbolo minacciate dai crimini di natura. Insieme al pangolino, all’elefante e a molte altre specie, anche la tigre sarà al centro della Campagna di Natale del Wwf. Per fermare l'”onda nera” dell’estinzione che rischia di travolgerle, l’Associazione propone l’adozione simbolica di questi animali, grazie alla quale sarà possibile sostenere i progetti di conservazione sul campo e le azioni di pressione contro l’illegalità al livello nazionale e globale. “La vera sfida è consolidare il trend di crescita delle popolazioni di tigre, evitando che i risultati positivi attuali si trasformino in una effimera illusione. Per raggiungere obiettivi a lunga durata è strategico intervenire in maniera strutturale sul commercio di questi animali e dei prodotti da essi derivati, applicando la normativa Cites. Questo significa smantellare i traffici illeciti alimentati da una domanda ancora alta che favorisce lo sviluppo di allevamenti abusivi di tigri e garantire una reale trasparenza dei flussi internazionali, trasformando in modo radicale i sistemi di controllo e di contrasto ai crimini di natura”, sottolinea il Wwf. “La criminalità contro la natura non è un fenomeno marginale – dice Isabella Pratesi, direttore Programma di Conservazione del Wwf Italia – Dal traffico internazionale di specie al bracconaggio, dall’avvelenamento della fauna al commercio online illegale, ogni crimine contro gli animali impoverisce gli ecosistemi e minaccia il nostro futuro. Con il Wwf è possibile fermare questa rete e difendere la biodiversità”.
Editoriale
LA “LAUDATE DEUM” E I PASSERI DELL’EVANGELISTA
5 Ottobre 2023
di Danilo Selvaggi* “Laudate Deum”, la nuova Esortazione apostolica di Papa Francesco, rappresenta un aggiornamento dell’enciclica “Laudato si”, di cui ...
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