UE, SPINGERE VERSO I BIOCARBURANTI? POTREBBERO NON BASTARE

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Spingere sui biocarburanti anche dopo il 2025 potrebbe essere un boomerang, perché i biofuels non basterebbero: la domanda per auto, aerei e navi, al 2050, sarebbe tra le due e le nove volte superiore a quanto si può produrre in modo sostenibile. Ecco – riporta Dire – quanto emerge dalla nuova analisi di Transport & Environment (T&E), la principale organizzazione europea per la decarbonizzazione dei trasporti. L’industria petrolifera e quella automobilistica stanno esercitando forti pressioni sull’Ue, affinché si preveda la possibilità di vendere auto endotermiche, alimentate con biocarburanti, anche dopo il 2035. Ma, si spiega, questa ipotesi – ventilata prima dello scorso Consiglio dell’Unione e fortemente sostenuta dal Governo italiano – oltre a comportare modifiche sostanziali al Regolamento UE (che oggi prevede l’immatricolazione di sole auto a zero emissioni a partire dal 2035), innescherebbe un incremento insostenibile della domanda per questi carburanti. Si tratterebbe prevalentemente di biofuels ottenuti da materie prime di scarto in larga parte importate – come grassi animali, oli da cucina usati e co-prodotti dell’olio di palma – e limitate nella disponibilità. “Estenderne l’impiego anche alle auto spingerebbe a consumarne una quantità, al 2050, da due a nove volte superiore rispetto a quanto si potrà produrre in modo realmente sostenibile”. Una decisione in tal senso avrebbe “due gravi conseguenze”, dice T&E: consolidare il mercato di fonti fossili per il settore dell’auto e “sprecare” le limitate quantità di biocarburanti avanzati, fondamentali per i settori cosiddetti Hard to Abate, come l’aviazione, dove la decarbonizzazione è più difficile.

Tag: ambiente, biocarburanti, olio palma, ue
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