“Siamo arrivati alla conclusione che vale più un lupo che la vita di un bambino”. Lo ha dichiarato Dino Rossi, presidente del Cospa Abruzzo, Comitato spontaneo di agricoltori e allevatori, affidando nuovamente a un post una sua riflessione, dopo che i carabinieri di Capestrano (L’Aquila) gli hanno sequestrato le armi perché l’allevatore ha minacciato su Facebook di ‘sistemare’ il lupo di Noicattaro (Bari). Rossi si è rivolto alle istituzioni pugliesi e alla premier Giorgia Meloni. La vicenda s’inserisce nel dibattito sulla presenza dei grandi carnivori e sulla sicurezza nelle aree rurali, richiamando l’attenzione mediatica generata dalle segnalazioni e dagli avvistamenti del lupo nei centri abitati della zona di Bari. In casa dell’allevatore i carabinieri hanno trovato un vero e proprio arsenale composto da due fucili calibro 12, due semiautomatici, tre doppiette, sei carabine di cui una semiautomatica, una canna calibro 12, un revolver, una pistola Beretta e una pistola lancia razzi, oltre a munizioni di vari calibri. Il sequestro è stato eseguito “a scopo precauzionale per prevenire il rischio di abuso o uso improprio delle armi ed evitare che la loro disponibilità potesse agevolare la commissione del reato annunciato, a tutela della sicurezza pubblica”, come si legge nel verbale dei carabinieri redatto dopo la perquisizione in casa di Rossi. Il lupo dal 4 agosto seminerebbe terrore nell’area del Barese dove vivono la figlia e le nipoti dell’agricoltore abruzzese, noto perché gli incendiarono la stalla, forse perché finito nel mirino della mafia dei pascoli.
Editoriale
LA “LAUDATE DEUM” E I PASSERI DELL’EVANGELISTA
5 Ottobre 2023
di Danilo Selvaggi* “Laudate Deum”, la nuova Esortazione apostolica di Papa Francesco, rappresenta un aggiornamento dell’enciclica “Laudato si”, di cui ...
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