VUOL “SISTEMARE” IL LUPO DI NOICATTARO: GLI SEQUESTRANO UN ARSENALE

“Siamo arrivati alla conclusione che vale più un lupo che la vita di un bambino”. Lo ha dichiarato Dino Rossi, presidente del Cospa Abruzzo, Comitato spontaneo di agricoltori e allevatori, affidando nuovamente a un post una sua riflessione, dopo che i carabinieri di Capestrano (L’Aquila) gli hanno sequestrato le armi perché l’allevatore ha minacciato su Facebook di ‘sistemare’ il lupo di Noicattaro (Bari). Rossi si è rivolto alle istituzioni pugliesi e alla premier Giorgia Meloni. La vicenda s’inserisce nel dibattito sulla presenza dei grandi carnivori e sulla sicurezza nelle aree rurali, richiamando l’attenzione mediatica generata dalle segnalazioni e dagli avvistamenti del lupo nei centri abitati della zona di Bari. In casa dell’allevatore i carabinieri hanno trovato un vero e proprio arsenale composto da due fucili calibro 12, due semiautomatici, tre doppiette, sei carabine di cui una semiautomatica, una canna calibro 12, un revolver, una pistola Beretta e una pistola lancia razzi, oltre a munizioni di vari calibri. Il sequestro è stato eseguito “a scopo precauzionale per prevenire il rischio di abuso o uso improprio delle armi ed evitare che la loro disponibilità potesse agevolare la commissione del reato annunciato, a tutela della sicurezza pubblica”, come si legge nel verbale dei carabinieri redatto dopo la perquisizione in casa di Rossi. Il lupo dal 4 agosto seminerebbe terrore nell’area del Barese dove vivono la figlia e le nipoti dell’agricoltore abruzzese, noto perché gli incendiarono la stalla, forse perché finito nel mirino della mafia dei pascoli.

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