A Bibione aumenta il numero di specie protette che scelgono l’ecosistema della spiaggia per nidificare, in quello che sta diventando uno dei segnali più evidenti della qualità ambientale raggiunta della località veneta. L’ultima scoperta arriva nuovamente da Punta Capalonga, nell’area in concessione a Bibione Mare, dove una beccaccia di mare ha deposto le proprie uova tra gli ambienti dunali dell’arenile. Specie protetta dalla Direttiva Uccelli, la beccaccia di mare si distingue per il piumaggio bianco e nero e il lungo becco rosso, e condivide con il fratino lo stesso habitat: spiagge naturali, dune e aree poco antropizzate.
A rendere ancora più significativa la nidificazione è il tempismo. Solo poche settimane fa Bibione aveva annunciato la nascita dei primi pulli di fratino d’Italia, specie a rischio estinzione e qui monitorata e protetta grazie alla collaborazione con Bibione Spiaggia e i guardiaparchi dell’Oasi Naturalistica Val Grande. Ed è proprio il lavoro avviato nell’ultimo anno sul fronte della tutela ambientale che oggi inizia a produrre risultati concreti anche fuori dai confini dell’oasi naturalistica. La presenza ravvicinata di fratino e beccaccia di mare rappresenta infatti un importante indicatore dello stato di salute dell’ecosistema costiero, in una delle località balneari più frequentate d’Italia. Il nido è stato individuato grazie alla segnalazione di alcuni cittadini che, durante una passeggiata, hanno contattato il personale dell’Oasi Naturalistica Val Grande. I guardiaparchi sono quindi intervenuti per delimitare e mettere in sicurezza l’area, proteggendola dal rischio di calpestio e dal disturbo antropico – principali minacce per entrambe le specie di uccelli. Fondamentale sarà ora anche il contributo dei visitatori: mantenere le distanze dalle aree recintate e tenere i cani al guinzaglio consentirà a queste specie di continuare la nidificazione senza disturbi, aumentando le possibilità di sopravvivenza dei piccoli. Un equilibrio delicato, che a Bibione sembra sempre più possibile: quello tra turismo e biodiversità (Foto. Andrea Trepte)
Editoriale
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