Le alluvioni in Puglia, Molise, Abruzzo, Sardegna, Sicilia, Calabria; la grande frana, che sta inghiottendo Niscemi; quella nel Vastese, che ha danneggiato le reti idriche, lasciando a secco 15 comuni; il risveglio della frana di Petacciato, che ha isolato 3 regioni dopo aver compromesso strade, autostrade e ferrovie adriatiche: è questo il lascito idrogeologico dei primi 4 mesi di questo complesso 2026. “La fragilità dei nostri territori è accentuata dalla cementificazione incontrollata e dal progressivo abbandono delle aree interne. Serve un cambio di passo ad iniziare dall’approvazione delle legge contro l’eccessivo consumo di suolo, ferma da anni nei meandri parlamentari” chiosa Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (Anbi). Torna intanto la minaccia meteorologica sull’Italia: il Nordest e la Lombardia, in particolare, sono stati colpiti nei giorni scorsi da decine di violenti eventi atmosferici; la grandine grossa ha interessato oltre cento località, dove in alcuni casi sono caduti chicchi del diametro di una pallina da tennis (il record a Fiumicello, in Friuli Venezia Giulia: cm. 6,5! Fonte: European Severe Weather Database ), e, unitamente a tornado e bombe d’acqua, hanno messo a dura prova i territori. La perturbazione si estende ora a tutto il Paese con cumulate di pioggia, che potranno superare i 100 millimetri sui monti del Matese (Molise) oltre che su Garfagnana (Toscana), Lunigiana (Liguria) e Venezia Giulia.
Editoriale
LA “LAUDATE DEUM” E I PASSERI DELL’EVANGELISTA
5 Ottobre 2023
di Danilo Selvaggi* “Laudate Deum”, la nuova Esortazione apostolica di Papa Francesco, rappresenta un aggiornamento dell’enciclica “Laudato si”, di cui ...
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