LUPI DEL MONDO MUTANO ASPETTO A CAUSA DELL’UOMO

I lupi che popolano Europa, Asia e Nord America non sono tutti uguali. Nel corso di migliaia di anni hanno sviluppato forme del cranio differenti in risposta al clima, alle prede disponibili e alla storia evolutiva delle diverse popolazioni. Ma negli ultimi due secoli anche l’attivita’ umana ha modificato questa evoluzione, lasciando un’impronta riconoscibile sulla loro anatomia. E’ quanto emerge da uno studio internazionale coordinato dall’Universita’ di Oulu, in Finlandia, pubblicato sulla rivista Diversity and Distributions. I ricercatori hanno analizzato 227 crani di lupo provenienti da Europa, Asia e Nord America utilizzando immagini tridimensionali ad alta risoluzione e tecniche di morfometria geometrica. I risultati mostrano che fattori ambientali come la latitudine e il tipo di prede disponibili spiegano una parte delle differenze osservate. “I lupi si sono adattati agli ambienti che abitano nel corso di migliaia di anni”, spiega Dominika Bujna’kova’, prima autrice dello studio. “Le popolazioni che vivono in habitat differenti affrontano pressioni ecologiche diverse, e questo si riflette nella forma del loro cranio”. Lo studio evidenzia pero’ che le differenze naturali raccontano solo una parte della storia. Tra Ottocento e Novecento molte popolazioni di lupo in Europa e Nord America sono state drasticamente ridotte o completamente eradicate dalle persecuzioni umane. In seguito alcune aree sono state ricolonizzate spontaneamente, mentre altre hanno ricevuto individui provenienti da popolazioni vicine o hanno sperimentato fenomeni di ibridazione. Tutti questi eventi hanno lasciato una traccia misurabile nella morfologia dei crani. La riduzione delle popolazioni e la frammentazione degli habitat hanno infatti limitato il flusso genetico, accentuando la divergenza tra gruppi gia’ naturalmente separati. “In molti casi gli esseri umani hanno rafforzato processi che rendevano gia’ differenti le popolazioni”, osserva Bujna’kova’. “Riducendo il numero degli Animali e frammentando gli habitat abbiamo accelerato la loro divergenza non solo dal punto di vista genetico, ma anche morfologico”. I risultati assumono un particolare rilievo per Finlandia e Scandinavia, dove i lupi erano quasi scomparsi prima di ricostituirsi grazie all’immigrazione di individui provenienti da popolazioni orientali. Secondo gli autori, questi eventi storici continuano ancora oggi a influenzare l’aspetto delle popolazioni locali. Lo studio offre anche indicazioni utili per la conservazione della specie. Con il ritorno dei lupi in molte aree europee e i programmi di reintroduzione ancora in corso in Nord America, conoscere le differenze evolutive e le adattabilita’ locali diventa fondamentale per pianificare traslocazioni e rafforzamenti delle popolazioni senza compromettere gli adattamenti sviluppati nel tempo. La ricerca dimostra inoltre il valore scientifico delle collezioni museali: molti dei crani analizzati erano stati raccolti decenni fa e hanno consentito di ricostruire una storia evolutiva che altrimenti sarebbe andata perduta.

Tag: lupo
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