Il Mediterraneo centrale ha assorbito il 30 per cento di anidride carbonica in meno all’inizio del 2023 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La riduzione e’ stata determinata principalmente dall’indebolimento dei venti, in concomitanza con un’intensa e prolungata ondata di calore marina. E’ il risultato di uno studio condotto dall’ENEA e pubblicato sul Journal of Geophysical Research: Oceans, basato sulle prime misure continue degli scambi di CO tra atmosfera e mare raccolte in quest’area del Mediterraneo. I ricercatori hanno confrontato i dati osservati con calcoli nei quali hanno modificato separatamente la temperatura dell’acqua e la velocita’ del vento, individuando in quest’ultima il fattore principale della diminuzione dell’assorbimento. Le misure sono state effettuate dall’Osservatorio Oceanografico di Lampedusa dell’ENEA tra dicembre 2021 e giugno 2023, nell’ambito delle attivita’ della rete europea ICOS, Integrated Carbon Observation System. Le rilevazioni hanno permesso di seguire gli scambi di anidride carbonica durante un periodo caratterizzato da temperature marine eccezionalmente elevate e da una riduzione della frequenza dei venti intensi. “Il Mediterraneo centrale funziona come un grande serbatoio di anidride carbonica, assorbendo CO dall’atmosfera in inverno e rilasciandola durante l’estate”, spiega Alcide di Sarra, ricercatore del Laboratorio ENEA Modelli e Misure per la Qualita’ dell’Aria e Osservazioni Climatiche e responsabile, insieme a Damiano Sferlazzo, dell’Osservatorio Oceanografico di Lampedusa. “I dati raccolti sono i primi a mostrare che, su base annuale, questa regione del Mediterraneo contribuisce a rimuovere CO dall’atmosfera. Tra maggio 2022 e aprile 2023, tuttavia, abbiamo osservato una netta riduzione degli scambi di CO tra atmosfera e mare, in concomitanza con un’ondata di calore marina intensa e prolungata”. Nel luglio 2022 la temperatura superficiale del Mediterraneo era significativamente superiore alla media del periodo 1991-2020. L’ondata di calore marina, protrattasi da maggio 2022 ad aprile 2023, ha fatto registrare sull’intero bacino un aumento medio di circa 1,5-2 gradi Celsius, con picchi fino a 4 gradi oltre la media stagionale nel Mediterraneo centrale.
Editoriale
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