Gli italiani chiedono più protezione per la fauna selvatica e dicono no alla rifroma della caccia, anzi la maggior parte vorrebbe abolire del tutto l’attività veneatoria. E’ quanto emerge da un sondaggio realizzato da Ipsos Doxa per la Fondazione Capellino su biodiversità e caccia.
Secondo la ricerca presentata oggi alla Camera dalla deputata Michela Vittoria Brambilla, insieme a Pier Giovanni Capellino, imprenditore e fondatore della Fondazione Capellino, la tutela della biodiversità è un tema fortemente sentito per il 74% degli italiani, i quali ritengono che le istituzioni e la politica dovrebbero impegnarsi maggiormente su questo fronte. L’attenzione verso la natura è collegata alla qualità della vita, al futuro delle nuove generazioni e alla valorizzazione del territorio. Quindi il 74% degli intervistati ritiene che la caccia debba essere abolita, fortemente limitata o consentita esclusivamente per esigenze di contenimento faunistico. Una cifra che raggiunge il 91% considerando anche coloro che ritengono opportuno mantenere l’attuale legislazione su questa materia, a fronte di un misero 3% che vuole una maggiore liberalizzazione dell’attività venatoria.



