Circa 170 caprette vivono nella zona di Cetrella ad Anacapri. Mentre una petizione per lasciarle sull’isola raccoglie 15mila firme, alcuni residenti denunciano la cattura e la rimozione di decine di animali. Esposto a carabinieri, Forestale, Procura e Prefettura: «Chi ha disposto l’intervento?». È diventata una storia dai contorni sempre più misteriosi quella delle capre di Cetrella – riporta Metropolisweb – le circa 170 caprette che da tempo vivono ad Anacapri e che sono finite al centro di una battaglia tra chi ne chiede il contenimento e chi, invece, le considera ormai parte del paesaggio e dell’identità dell’isola. Il caso adesso si tinge di giallo.
Perché mentre una petizione per impedire l’allontanamento degli animali continuava a raccogliere adesioni – circa 15mila le firme raccolte – qualcuno avrebbe iniziato a catturare e portare via alcune decine di caprette. La vicenda ruota attorno agli interventi che avrebbero dovuto essere messi in campo dall’Asl Napoli 1 e dal Comune di Anacapri per contenere il numero degli animali attraverso la sterilizzazione. Una soluzione sostenuta da chi ritiene necessario intervenire sulla crescita della colonia, anche alla luce dei danni che le capre provocherebbero a orti e giardini.
Dall’altra parte ci sono residenti e associazioni animaliste che chiedono invece di garantire agli animali cure e sterilizzazione, lasciandoli sul territorio. Un confronto che nelle ultime settimane si è trasformato in una vera e propria mobilitazione. Poi, tra il 25 e il 26 agosto, il colpo di scena. Alcuni residenti avrebbero assistito direttamente alla cattura di diverse caprette. Secondo quanto riportato nella denuncia, gli animali sarebbero stati prelevati utilizzando un sollevatore edile e quindi ammassati all’interno di un vano di carico.
Il 2 settembre alcuni dei residenti che sostengono di aver assistito alle operazioni hanno presentato denuncia alla Stazione dei Carabinieri di Anacapri, al Comando dei Carabinieri Forestali, alla Procura di Napoli e alla Prefettura di Napoli, chiedendo di fare piena luce sull’accaduto.
(Foto di repertorio)



