L’appello del Presidente della Fondazione in occasione del 25 aprile: “Difendere gli ecosistemi è una scelta di responsabilità verso il futuro”
In occasione del 25 aprile, Fondazione Capellino ha presentato una lettera aperta rivolta ai parlamentari e alla Presidente del Consiglio, insieme ai risultati di un’indagine SWG che fotografa un Paese sempre più consapevole del valore della biodiversità e della necessità di proteggere gli equilibri naturali.
I dati emersi dalla recente indagine SWG, condotta tra il 23 marzo e il 6 aprile 2026 su un campione rappresentativo della popolazione italiana, evidenziano come sia ormai diffusa una consapevolezza matura riguardo al ruolo cruciale degli ecosistemi naturali. Gli italiani riconoscono sempre più il valore intrinseco di ogni specie e la necessità di preservare l’equilibrio tra uomo e natura: quasi 9 italiani su 10 ritengono che per preservare l’equilibrio del pianeta vaste aree della terra dovrebbero essere designate come riserve naturali e intoccabili; sono inoltre consapevoli del ruolo chiave che ogni specie animale svolge per il buon funzionamento dell’ecosistema.
Il 71% riconosce il ruolo fondamentale dei grandi predatori, come il lupo, nel mantenimento della salute degli ecosistemi. Allo stesso tempo, circa sette italiani su dieci pensano sia possibile costruire una convivenza equilibrata tra attività umane e fauna selvatica.
Il tema della gestione del lupo, in particolare, si conferma centrale e complesso: il 46% degli italiani si dichiara contrario al declassamento del suo status di protezione, esprimendo preoccupazioni legate alla tutela della specie e agli equilibri ambientali, contro la quota decisamente minore (35%) che si dichiara favorevole. Un quarto degli intervistati teme che una minore protezione possa legittimare forme di caccia indiscriminata o portare a una carenza di controlli mentre uno su cinque rivendica il diritto assoluto degli animali alla vita.
L’importanza del lupo nel preservare l’equilibrio e la salute degli ambienti naturali è riconosciuta dal 71% della popolazione e quasi la stessa percentuale, il 70%, è convinto che sia possibile la coesistenza pacifica tra esseri umani e lupi poiché la principale causa di conflitto viene attribuita all’eccessiva espansione degli insediamenti umani in habitat selvatici.
“Il 25 aprile ci ricorda che la libertà è una conquista che richiede impegno e visione”, dichiara Pier Giovanni Capellino, Fondatore e Presidente della Fondazione Capellino. “Oggi questa responsabilità si estende anche alla difesa della biodiversità. Proteggere gli ecosistemi non è solo una scelta ambientale, ma un atto di libertà verso le generazioni future. Significa riconoscere che il benessere umano è inseparabile da quello del pianeta. In questo scenario si collocano anche i temi della caccia e del lupo: è necessario rinunciare alle nuove norme sulla caccia e agli abbattimenti selettivi del lupo. Rinunciare a ‘sparare’ sulla biodiversità significa scegliere una direzione diversa, che potrebbe fare dell’Italia il primo Paese al mondo che, in cinque anni, esce dall’agricoltura convenzionale per costruire un modello agricolo biologico, biodinamico e soprattutto biodiverso”.
Dall’indagine emerge una forte richiesta di politiche pubbliche orientate alla coesistenza: oltre il 70% degli italiani chiede interventi che combinino formazione per allevatori e cittadini, innovazione nelle pratiche agricole con un’evoluzione dei sistemi di allevamento.
“La sfida non è scegliere tra sviluppo economico e tutela ambientale” prosegue Pier Giovanni Capellino “ma costruire un equilibrio nuovo, capace di garantire entrambi nel lungo periodo. È questa la vera forma di libertà che siamo chiamati a difendere oggi”.
In un contesto globale segnato da crisi ambientali sempre più evidenti, il messaggio che arriva dagli italiani è chiaro: la tutela della biodiversità non è più un tema marginale, ma una priorità condivisa e urgente. Un terzo dei cittadini sottolinea l’importanza di orientare ogni decisione sulla base di evidenze scientifiche e monitoraggi costanti e questo è l’impegno che mette in campo anche la Fondazione Capellino. Di qui l’invito ad Associazioni Ambientaliste, Coldiretti, BF S.p.A. e Ministero dell’Agricoltura a unirsi in uno sforzo comune nell’interesse dell’Italia.



