FAO, APPROVATO PRIMO PIANO GLOBALE PER ALLEVAMENTO SOSTENIBILE

Il Comitato per l’Agricoltura (COAG) della FAO ha approvato il primo Piano d’azione globale per la trasformazione sostenibile del settore zootecnico (Global Plan of Action, GPA), un quadro di riferimento internazionale destinato a guidare la transizione dell’allevamento verso modelli piu’ sostenibili dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Il piano, elaborato attraverso un negoziato tra gli Stati membri, e’ volontario, non vincolante e sara’ attuato dai singoli Paesi in base alle rispettive priorita’ nazionali. Il documento rappresenta il primo accordo globale dedicato esclusivamente alla trasformazione sostenibile del comparto zootecnico e individua quattro aree strategiche di intervento: rafforzare la sicurezza alimentare, la nutrizione e le diete sane; migliorare i mezzi di sussistenza e promuovere una crescita economica inclusiva; tutelare la salute animale secondo l’approccio One Health; favorire un uso sostenibile delle risorse naturali, la tutela della biodiversita’ e l’azione per il clima. “Questo e’ un risultato importantissimo per la FAO e per tutti gli attori coinvolti nel settore zootecnico. E’ giunto il momento di agire, insieme, trasformando il Piano d’azione globale in soluzioni concrete e costruendo un futuro piu’ efficiente, inclusivo e resiliente per i sistemi zootecnici”, ha dichiarato Thanawat Tiensin, vicedirettore generale della FAO, veterinario capo e direttore della Divisione Produzione e salute animale. L’approvazione arriva a soli due anni dalla richiesta, avanzata nel 2024 dal Sottocomitato FAO per l’allevamento, di sviluppare un piano condiviso con gli Stati membri per affrontare le principali sfide del settore. Secondo la FAO, il comparto zootecnico svolge un ruolo fondamentale nella sicurezza alimentare globale, fornendo proteine e micronutrienti essenziali e garantendo reddito e sostentamento a centinaia di milioni di piccoli allevatori. Allo stesso tempo, e’ chiamato ad affrontare sfide sempre piu’ complesse legate alle malattie zoonotiche, alla resistenza antimicrobica, alle emissioni di gas serra, alla perdita di biodiversita’ e all’inquinamento delle risorse naturali. Per questo il Piano individua 17 priorita’ strategiche e 85 azioni operative. Tra queste figurano il miglioramento della sicurezza degli alimenti di origine animale, la promozione di diete sane, la riduzione delle perdite e degli sprechi lungo le filiere zootecniche, il rafforzamento delle cooperative di allevatori, la prevenzione e il controllo delle malattie animali, la riduzione dell’impiego di antimicrobici attraverso migliori pratiche di allevamento, la promozione del benessere animale, la gestione sostenibile dei pascoli e l’adozione di misure di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Gli Stati membri sono invitati a utilizzare il Piano come base per sviluppare o aggiornare i propri programmi nazionali, adattandoli alle specifiche esigenze territoriali. La FAO fornira’ assistenza tecnica ai governi nell’elaborazione dei piani nazionali e regionali e il Sottocomitato per l’allevamento monitorera’ periodicamente i progressi nell’attuazione del programma, formulando eventuali raccomandazioni.

Tag: allevamento
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