Fra le grandi economie europee l’Italia è la più esposta ai danni per catastrofi naturali. Ed – alla luce del basso grado di copertura assicurativa sugli eventi meteorologici estremi – l’impatto sui nostri conti pubblici rischia di essere estremamente pesante, fino a +12,5 punti in più nel rapporto debito/pil entro il 2050. A evidenziare i rischi è un rapporto di Moody’s che ricorda come tra il 1980 e il 2024, gli eventi meteorologici estremi hanno provocato nell’Ue perdite economiche dirette pari a 822 miliardi di euro; un quarto di tali perdite si è concentrato solo negli ultimi quattro anni. Le quattro maggiori economie dell’Ue hanno rappresentato il 72% di queste perdite, gran parte delle quali non coperte da assicurazione. Ma – come detto – l’Italia è, tra i quattro Paesi, quello maggiormente esposto a pressioni fiscali ricorrenti, a causa di una combinazione di elevate perdite fisiche, ampi divari nella copertura assicurativa e margini di manovra fiscale più limitati. Il divario di copertura assicurativa per le inondazioni è, secondo i modelli, pari al 75% in Italia, contro il 5% in Francia e una media europea del 43%. Secondo uno scenario climatico basato sulle politiche attuali, entro il 2050 i danni climatici acuti potrebbero far aumentare il rapporto debito pubblico/PIL di circa 12,5 punti percentuali in Italia, 8 punti in Francia e Spagna, e 3 punti in Germania, rispetto allo scenario di base di Moody’s.
Editoriale
LA “LAUDATE DEUM” E I PASSERI DELL’EVANGELISTA
5 Ottobre 2023
di Danilo Selvaggi* “Laudate Deum”, la nuova Esortazione apostolica di Papa Francesco, rappresenta un aggiornamento dell’enciclica “Laudato si”, di cui ...



