Migliorare l’equilibrio tra allevamenti e grandi predatori attraverso sistemi innovativi e rispettosi di monitoraggio, prevenzione e allerta: questo l’obiettivo del progetto Dilupoli, che vede la partecipazione di un partenariato qualificato composto da Faunis Srl, spin-off dell’Universita’ di Sassari e specializzato nella gestione e conservazione della fauna, dall’Organismo di Consulenza PSR & Innovazione Liguria e di Coldiretti Liguria. “Dilupoli – spiega all’Osservatorio Lupo di 30Science.com Gabriella Fenoggio, responsabile Centro di Assistenza Agricola Coldiretti Liguria – nasce per rispondere a una criticita’ sempre piu’ rilevante per il comparto zootecnico ligure: la crescente pressione predatoria da parte del lupo. Gli attacchi hanno gia’ causato perdite economiche significative e difficolta’ gestionali per le aziende, aggravando un contesto gia’ fragile segnato da spopolamento e abbandono delle aree rurali”. Il progetto punta a sviluppare e testare soluzioni concrete basate su un approccio pratico-scientifico, tra cui sistemi avanzati di monitoraggio della fauna selvatica, strumenti di tracciabilita’ dei passaggi e tecnologie di allerta precoce. Tra le innovazioni previste figurano dispositivi dissuasivi attivati da intelligenza artificiale, basati su suoni e luci, e l’impiego di collari con feromoni per la protezione degli animali al pascolo. “La fase iniziale – continua Fenoggio – e’ stata avviata la scorsa settimana, e prevede un lavoro capillare di monitoraggio, per capire dove si verificano piu’ frequentemente gli episodi di predazione. Successivamente, il progetto prevede l’apposizione di collari a feromoni su un gruppo di esemplari”. “Questi dispositivi – racconta all’Osservatorio Lupo Marco Apollonio, ricercatore dell’Universita’ di Sassari – pesano poche decine di grammi, non hanno effetti sul comportamento del gregge e possono essere apposti sul campanaccio, quindi sono assolutamente rispettosi dell’animale. La soluzione odorosa si basa sulla riproduzione dei feromoni che i lupi utilizzano per il distanziamento degli altri branchi”. L’esperto spiega che la formula e’ stata sviluppata da Federico Tettamanti, che attualmente esercita la professione di biologo in Svizzera. Il team ha infatti analizzato i feromoni dei lupi, individuando quelli associati al distanziamento, per poi sintetizzarli in laboratorio. “Le molecole – continua Apollonio – sono state inserite in una matrice di cera e inserite in uno scatolino di plastica traforato, che viene appeso al collo degli animali da proteggere. Il mix, che inizialmente aveva una durata di tre mesi, e’ stato potenziato per mantenere efficacia anche dopo sei mesi”. Il ricercatore precisa che il prodotto e’ uscito dalla fase prototipale perche’ un’azienda svizzera ha acquistato il brevetto e testato il sistema, che si e’ rivelato sufficientemente efficace.(AGI)r
Editoriale
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