Stop alla caccia alla lepre, comune in gran parte del Veneto, per contrastare la diffusione della mixomatosi associata alla variante Toledo-MYXV. Il presidente Alberto Stefani ha firmato oggi il decreto che dispone il divieto fino al 30 novembre – termine della stagione venatoria – in 12 Ambiti territoriali di caccia e in un Comprensorio alpino. La Giunta ha inoltre approvato, su proposta degli assessori Dario Bond (Agricoltura) e Gino Gerosa (Sanità), il divieto di cattura, trasferimento e immissione di lepri anche dall’estero a fini di ripopolamento su tutto il territorio regionale. Questo divieto resterà in vigore fino a diversa disposizione regionale, sulla base dell’evoluzione epidemiologica e delle valutazioni della struttura regionale competente in materia di sanità animale. La malattia è stata rilevata in tutte le province venete, con la sola eccezione di Belluno, che resta tuttavia esposta al rischio di introduzione del virus per la contiguità con le aree interessate. Sono stati inoltre segnalati focolai negli allevamenti di conigli e lepri. Parallelamente, sarà potenziata la sorveglianza passiva: gli Ambiti territoriali di caccia e i Comprensori alpini dovranno promuovere campagne informative a cacciatori, operatori faunistici e agricoltori, invitandoli a segnalare tempestivamente il ritrovamento di lepri morte o moribonde e di esemplari che presentino sintomi compatibili con la malattia, come noduli cutanei, gonfiore delle palpebre e infiammazioni oculari. Dove possibile, sarà importante fornire anche le coordinate del ritrovamento, fotografie e una descrizione dei sintomi osservati, così da rendere più efficace la raccolta delle informazioni e il monitoraggio della diffusione del virus.
Editoriale
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5 Ottobre 2023
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