Il TAR per la Sicilia, sezione terza, ha annullato, con la sentenza n. 02953/2026 depositata in data odierna, il calendario venatorio 2026-2027, di fatto bloccando la caccia nell’isola, su ricorso di Leal e Pro natura, rappresentate dagli avvocati Aurora Rosaria Loprete, Luca d’Agostino e Mariachiara Giovinazzo, con il supporto esterno di CABS, Green impact ed AGR odv,.
il provvedimento regionale era stato sospeso dal TAR con l’ordinanza 481 del 29 luglio 2026. Il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana, con l’ordinanza 296/2026 del 4 settembre, lo aveva poi riattivato ma aveva mantenuto il divieto di caccia alla tortora selvatica in preapertura. Ora il TAR, respinte tutte le eccezioni delle parti controinteressate, ribadisce, sulla scorta della riforma costituzionale del 2022, la preminenza dell’interesse faunistico-ambientale rispetto all’interesse alla pratica venatoria e conclude che il calendario non può legittimamente poggiare su un piano faunistico risalente al 2013. A fronte dell’obbligo di revisione quinquennale stabilito dalla normativa regionale (L.R. 33/1997), la Regione non aveva mai proceduto a una legittima rivalutazione o conferma aggiornata. “La fondatezza del primo motivo di ricorso consente di ritenere l’illegittimità dell’intero calendario venatorio”, tanto che “risulta superfluo l’esame delle ulteriori doglianze”.
Poiché “la disciplina regionale, lungi dal precisare che l’attività venatoria debba ritenersi, anno per anno, “legittimata” dalla legge stessa, prevede il calendario venatorio quale strumento necessario ai fini della disciplina dell’annata venatoria, da adottare nel rispetto dei limiti previsti dalla stessa legge regionale, ne consegue che l’annullamento impedisce l’esercizio della caccia in questa stagione”.
A margine della pubblicazione della sentenza, i legali difensori delle associazioni ambientaliste ed animaliste ricorrenti — Avv. Luca D’Agostino, Avv. Aurora Rosaria Loprete e Avv. Mariachiara Giovinazzo — hanno espresso profonda soddisfazione per la decisione emessa dal Tribunale: “La sentenza del TAR Sicilia ripristina con forza la legalità e la preminenza della tutela ambientale e della biodiversità rispetto all’attività venatoria, in perfetta aderenza ai principi dell’articolo 9 della nostra Costituzione. I Giudici hanno chiarito in modo inequivocabile che non si può prescindere da una seria e aggiornata pianificazione faunistica scientifica. Pretendere di regolamentare la caccia sulla base di un piano faunistico fermo al 2013, obsoleto da oltre un decennio, costituiva un grave vizio di istruttoria e una lesione del principio di precauzione. L’effetto di questo annullamento, come esplicitato nella decisione, è lo stop immediato all’attività venatoria in Sicilia per la stagione in corso. È una vittoria fondamentale per la protezione della fauna selvatica e della natura nel territorio siciliano, che auspichiamo induca finalmente le istituzioni regionali ad adempiere ai propri doveri di programmazione e tutela prima di consentire qualunque prelievo sul territorio”.



