Sopravvissuti all’inferno, i cinque cani di Sciacca (due cuccioli, la loro madre e due altri adulti) sono stati salvati due volte dalla Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente. La prima perché l’associazione presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla ne ha ottenuto dalla locale Procura l’affido definitivo, sulla base dell’art. 260 bis del codice di procedura penale, introdotto con la legge Brambilla: una decisione presa a tempo di record, sei giorni dopo la denuncia. La seconda perché LEIDAA garantirà finalmente ai cinque cani una nuova vita.
“Non appena sono venuta a conoscenza della tragedia di Sciacca – commenta l’on. Brambilla – mi sono subito attivata: tanto dolore e tanta crudeltà non potevano che trovare una risposta della Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente che è riuscita ad avere l’affido definitivo di queste povere anime attraverso l’articolo 260-bis del codice di procedura penale, come riformulato proprio dalla legge Brambilla. Così abbiamo posto fine a una vicenda che, altrimenti, si sarebbe trascinata per cinque-sei anni come spesso accade nei processi penali e quei cagnolini sarebbero probabilmente rimasti nella disponibilità del delinquente che ne aveva uccisi quattro. A tutti gli italiani che, appresa la notizia di Sciacca hanno visto le immagini terribili del terrazzo infuocato e hanno sofferto tanto proprio come me, prometto che la mamma non sarà separata dai suoi piccolini. Purtroppo, quattro sono morti davanti ai suoi occhi. I due sopravvissuti rimarranno sempre con lei. La Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente per la difesa degli animali e dell’ambiente garantirà un meraviglioso futuro a tutti e io ne sono molto orgogliosa”
“Ringrazio il magistrato – dichiara l’on. Brambilla – per la fiducia che ci ha tempestivamente accordato. Un ringraziamento particolare va all’amministrazione comunale e alla polizia municipale di Sciacca, alle fantastiche volontarie di LEIDAA Barbara e Carmela che sono diventate gli angeli custodi dei piccoli amici sopravvissuti alla tragedia, e, per il prezioso interessamento, a Ignazio Messina, presidente del consiglio comunale di Sciacca, e all’avv. Caterina Santangelo”.
“Naturalmente – conclude la deputata – LEIDAA segue passo per passo gli sviluppi del procedimento giudiziario e annuncia fin d’ora l’intenzione di costituirsi parte civile. Ricordo che per l’uccisione la legge Brambilla prevede fino a quattro anni di reclusione e una multa da 10 mila a 60 mila euro, per il maltrattamento con esito mortale la reclusione fino a tre anni e la multa fino a 45 mila euro. In questo caso vi è anche l’aggravante del fatto compiuto su più animali, che aumenta la pena fino a un terzo. Dinanzi all’indifferenza che uccide, alla crudeltà insensata, le uniche risposte possibili sono una punizione esemplare secondo la legge Brambilla e l’indignazione condivisa da chiunque abbia avuto notizia di questa tristissima vicenda”.
Editoriale
LA “LAUDATE DEUM” E I PASSERI DELL’EVANGELISTA
5 Ottobre 2023
di Danilo Selvaggi* “Laudate Deum”, la nuova Esortazione apostolica di Papa Francesco, rappresenta un aggiornamento dell’enciclica “Laudato si”, di cui ...



