Si chiude, almeno per ora, il progetto per realizzare il primo allevamento commerciale di polpi al mondo. La compagnia galiziana Nueva Pescanova – riporta Ansa – ha ritirato la domanda di concessione per realizzare l’impianto nel porto di Las Palmas, sull’isola di Gran Canaria, mettendo fine a un iter avviato nel 2021 e diventato dal 2022 uno dei casi più controversi dell’acquacoltura europea, al centro di numerose contestazioni degli ambientalisti a livello globale. In una comunicazione all’autorità portuale di Las Palmas, l’azienda ha informato di aver concluso “che non è opportuno continuare a portare avanti la richiesta di concessione nei termini attualmente previsti” a causa delle “circostanze sopravvenute”, durante l’iter di autorizzazione, e per i “nuovi requisiti amministrativi” imposti dalla Commissione autonoma di valutazione ambientale dell’impatto dell’allevamento. Nueva Pescanova precisa tuttavia che il ritiro “non implica alcun riconoscimento” dell’eventuale non fattibilità di future alternative tecniche di localizzazione. Il progetto prevedeva l’installazione di una superficie di 52mila metri quadrati nel porto di Las Palmas, per una produzione di 3.000 tonnellate di polpi l’anno, con la creazione di circa 300 posti di lavoro. E, fin dall’annuncio, aveva suscitato l’opposizione di decine di organizzazioni scientifiche, ambientaliste e animaliste. “I polpi sono animali estremamente intelligenti e complessi” e “non esiste un modo umano di macellare un cefalopodo”, aveva denunciato, fra gli altri, Elena Lara, responsabile della ricerca di ‘Compassion in World Farming’, chiedendo al governo spagnolo di bloccare il progetto. Secondo la Fao, il commercio mondiale dei cafalopodi vale circa 12,7 miliardi di dollari l’anno. La rinuncia di Pescanova, riportata oggi da El Pais, rappresenta una battuta di arresto per un piano considerato un banco di prova mondiale sul futuro dell’allevamento dei polpi.
(Foto di repertorio)



